Monk Fruit: il frutto più dolce al mondo?

Monk Fruit, il piccolo frutto dalla dolcezza sorprendente

Monk Fruit, il piccolo frutto dalla dolcezza sorprendente

Il Monk Fruit sembra un piccolo melone verde e non ha certo l’aspetto di un record della natura. Eppure, all’interno dei suoi frutti rari si trovano sostanze capaci di sviluppare una dolcezza straordinaria. Il suo nome scientifico è Siraitia grosvenorii, mentre in Cina è conosciuto come Luo Han Guo.

È una pianta rampicante della famiglia delle Cucurbitaceae, la stessa di zucche, meloni e cetrioli, originaria della Cina meridionale. Ma attenzione: non è propriamente il frutto fresco a essere centinaia di volte più dolce dello zucchero. Il segreto è racchiuso soprattutto nei suoi mogrosidi, i composti utilizzati per ottenere il celebre dolcificante naturale.

Link utili:

Quanto è dolce davvero il Monk Fruit?

Qui i numeri diventano impressionanti.

Secondo la Food and Drug Administration statunitense, gli estratti di Monk Fruit possono risultare da circa 100 a 250 volte più dolci del comune zucchero da tavola, in funzione del loro contenuto di mogrosidi. Alcuni singoli mogrosidi possono mostrare valori ancora superiori in specifiche condizioni sperimentali.

Per questo basta una quantità estremamente ridotta di estratto per ottenere un’intensa sensazione di dolcezza.

Ed è proprio da qui che nasce la fama del Monk Fruit come uno dei frutti più dolci e sorprendenti del mondo vegetale.

monk fruit

Il segreto si chiama mogroside

La particolarità del Monk Fruit non dipende semplicemente dalla presenza di grandi quantità di zuccheri.

I principali responsabili della sua eccezionale capacità dolcificante sono i mogrosidi, composti appartenenti alla famiglia dei glicosidi triterpenici.

Tra questi, uno dei più importanti è il mogroside V, particolarmente abbondante nel frutto maturo e dotato di un’intensa dolcezza.

Curiosamente, anche la composizione dei mogrosidi cambia mentre il frutto matura: nelle prime fasi sono presenti composti amari o poco dolci, mentre durante la maturazione aumentano quelli responsabili del caratteristico sapore dolce.

In altre parole, la pianta costruisce progressivamente il suo incredibile “arsenale” di dolcezza.

Una pianta rampicante della Cina

Nonostante si parli comunemente di “albero del Monk Fruit”, Siraitia grosvenorii non è un albero.

È una pianta erbacea rampicante perenne che appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae.

La sua storia è profondamente legata alla Cina meridionale e in particolare alla regione del Guangxi, una delle principali aree di produzione.

Il frutto fresco è generalmente verde e di forma tondeggiante. Dopo i tradizionali processi di essiccazione assume invece il caratteristico colore marrone con cui il Luo Han Guo è conosciuto da molto tempo in Asia.

Perché si chiama “frutto del monaco”?

Il nome occidentale Monk Fruit, letteralmente “frutto del monaco”, deriva dal nome cinese Luo Han Guo.

“Luo Han” è il termine cinese utilizzato per indicare gli arhat, figure della tradizione buddhista che hanno raggiunto un elevato grado di realizzazione spirituale.

Da questa associazione deriva il suggestivo nome con cui oggi il frutto viene commercializzato in gran parte del mondo.

Da frutto asiatico a dolcificante naturale

Per secoli il Luo Han Guo è stato utilizzato in Cina sia come alimento sia nella tradizione erboristica locale.

Oggi, però, è soprattutto il suo potere dolcificante ad averlo reso famoso internazionalmente.

Dai frutti vengono ottenuti estratti concentrati ricchi di mogrosidi utilizzati come dolcificanti ad alta intensità in bevande e diversi prodotti alimentari.

Negli Stati Uniti la FDA ha esaminato diverse notifiche relative agli estratti di Siraitia grosvenorii e non ha sollevato obiezioni alle conclusioni GRAS presentate per specifiche condizioni d’uso.

È davvero senza calorie?

Quando si parla di Monk Fruit bisogna distinguere ancora una volta il frutto dal dolcificante estratto dal frutto.

I mogrosidi vengono impiegati come dolcificanti ad alta intensità e non forniscono zucchero nelle quantità necessarie per ottenere la stessa dolcezza del saccarosio.

Proprio perché ne occorrono quantità molto piccole, gli estratti sono diventati interessanti per la produzione di alimenti e bevande nei quali si desidera ridurre l’impiego di zuccheri aggiunti.

Bisogna però leggere sempre l’etichetta del prodotto acquistato: un dolcificante commerciale definito “Monk Fruit” può contenere anche altri ingredienti, quindi le caratteristiche nutrizionali del prodotto finale non dipendono necessariamente dal solo estratto del frutto.

Il frutto più dolce del mondo?

Definirlo semplicemente “il frutto più dolce al mondo” è affascinante, ma scientificamente richiede una precisazione.

Non significa che addentare un Monk Fruit equivalga a mangiare qualcosa centinaia di volte più dolce dello zucchero.

Sono gli estratti concentrati dei suoi mogrosidi a raggiungere un potere dolcificante eccezionale.

Ed è forse proprio questo a rendere Siraitia grosvenorii ancora più interessante.

La natura non ha semplicemente riempito questo piccolo frutto di zucchero: ha sviluppato molecole completamente diverse capaci di ingannare, almeno dal nostro punto di vista, i recettori del gusto con una dolcezza fuori dal comune.

Un piccolo frutto verde che nasconde una delle più potenti forme di dolcezza prodotte dal mondo vegetale.


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