Sughero: il legno che si raccoglie senza abbattere l’albero

Sughero, il materiale naturale che ricresce sulla corteccia

Il sughero è uno dei materiali naturali più sorprendenti prodotti da un albero. Si ricava principalmente dalla corteccia della quercia da sughero, Quercus suber, una specie tipica del bacino del Mediterraneo. La sua particolarità è straordinaria: per raccogliere il sughero non è necessario abbattere l’albero. La corteccia viene rimossa con attenzione e, con il tempo, si rigenera. Leggero, elastico, isolante e naturalmente resistente all’umidità, il sughero accompagna l’uomo da secoli ed è oggi impiegato in moltissimi settori, dai tappi per il vino all’edilizia.

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Da quale albero si ricava il sughero?

Il sughero proviene soprattutto da Quercus suber, una quercia sempreverde diffusa principalmente nell’Europa sud-occidentale e nel Nord Africa.

Portogallo e Spagna ospitano alcune delle più estese sugherete del mondo, ma la specie è presente anche in Italia, soprattutto in Sardegna, Sicilia, Toscana, Lazio e altre zone caratterizzate da clima mediterraneo.

A differenza della corteccia di molti altri alberi, quella della quercia da sughero può raggiungere uno spessore considerevole.

È proprio questo rivestimento che protegge la pianta dagli sbalzi di temperatura, dalla perdita d’acqua e, entro certi limiti, anche dal calore prodotto dagli incendi.

Come viene raccolto il sughero?

La raccolta prende il nome di decortica o demaschiatura e viene effettuata manualmente da operatori specializzati.

La prima corteccia che viene rimossa da un giovane albero viene chiamata comunemente sughero maschio. È irregolare e generalmente non viene utilizzata per produrre i classici tappi naturali di alta qualità.

Dopo la prima estrazione l’albero produce una nuova corteccia.

Tra una raccolta e la successiva devono trascorrere diversi anni: tradizionalmente, nelle principali aree produttive mediterranee, il ciclo di estrazione è di circa nove anni.

L’abilità dell’operatore è fondamentale, perché bisogna separare la corteccia senza danneggiare i tessuti vitali sottostanti.

corteccia quercia da sughero

Perché il sughero è così leggero?

Una delle caratteristiche più interessanti del sughero è la sua struttura microscopica.

Il materiale è formato da un enorme numero di piccole cellule chiuse contenenti gas, separate da sottilissime pareti cellulari.

Questa struttura spiega molte delle sue proprietà: il sughero ha una densità molto bassa, è comprimibile, recupera buona parte della propria forma dopo essere stato schiacciato e offre un interessante isolamento termico e acustico.

È anche il motivo per cui galleggia facilmente sull’acqua.

La natura ha quindi realizzato una sorta di materiale alveolare molto prima che l’uomo iniziasse a produrre schiume e isolanti sintetici.

Perché il sughero protegge l’albero dal fuoco?

La corteccia spessa della quercia da sughero costituisce una barriera protettiva attorno ai tessuti più delicati del tronco.

Grazie alla sua bassa conducibilità termica, il sughero può rallentare il trasferimento del calore verso l’interno dell’albero.

Questo adattamento è particolarmente importante negli ecosistemi mediterranei, dove gli incendi rappresentano da sempre una delle principali pressioni ambientali.

In determinate condizioni, una quercia da sughero può quindi sopravvivere a incendi che sarebbero molto più dannosi per altre specie.

Dai tappi ai pavimenti: gli usi del sughero

Il prodotto più famoso è sicuramente il tappo di sughero, utilizzato da secoli per chiudere le bottiglie di vino.

Ma le applicazioni sono numerosissime.

Il sughero viene utilizzato per realizzare pannelli isolanti, sottopavimenti, rivestimenti, pavimenti, guarnizioni, oggetti di design e componenti tecnici.

Gli scarti della produzione possono inoltre essere triturati e trasformati in granulato oppure agglomerati per produrre nuovi materiali.

Nel mondo dell’architettura e dell’interior design viene apprezzato soprattutto per il suo aspetto naturale, la leggerezza e le proprietà isolanti.

Una corteccia che vale più del tronco

Nel caso della quercia da sughero, la parte più preziosa dell’albero non è necessariamente il legno interno, ma la corteccia che continua a rigenerarsi durante la vita della pianta.

È questa caratteristica a rendere il sughero così particolare: l’uomo può ottenere periodicamente una materia prima senza dover abbattere l’albero che la produce.

Un rapporto insolito tra natura e utilizzo umano, nel quale il vero segreto non si trova all’interno del tronco, ma sulla sua superficie.

Ed è proprio osservando dettagli come questo che scopriamo quanto possa essere sorprendente il mondo raccontato da Cuore di Legno.


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